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GRAN PREMIO DEL QATAR 2007

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PADDOCK GIRLS

GP QATAR, LOSAIL (10 marzo):
Il circuito del Qatar nasce in mezzo al deserto, dove il caldo e la sabbia portata sull’asfalto dal vento rendono difficoltosa la guida. E’ un tracciato nuovo, “battezzato” nel 2004, ma dove tutt’oggi la gente del luogo stenta ad appassionarsi alle due ruote, col risultato, nel week end di gara, di tribune pressoché desolate. Il lungo rettilineo ha sempre messo in luce le caratteristiche del gran motore Ducati, anche se la velocità più alta fino ad ora raggiunta resta della Honda di Max Biaggi, nel 2004, con oltre 334 km/h segnati alla fotocellula.

L’anno scorso Casey Stoner firmò la pole, con lo stupore generale del motociclismo; guidava la RC211V “privata” del Team di Lucio Cecchinello. In gara vinse Valentino Rossi, in volata con Nicky Hayden e Loris Capirossi, secondo e terzo. Il record sul giro è di Rossi, col tempo di 1’57”305, registrato proprio la scorsa stagione. Quest’anno la MotoGP percorrerà 22 giri, pari a 118,360 km.

Nel 2006, in 250 e in 125 vinsero rispettivamente J. Lorenzo (Aprilia) e A. Bautista (Aprilia).

Leggi i pensieri veloci di Max Temporali relativi a questo Gran Premio
 

Ordine di arrivo 2007:
 
1) Casey STONER           43'02.788
2) Valentino ROSSI         43'05.626
3) Dani PEDROSA            43'11.318
4) John HOPKINS             43'11.859
5) Marco MELANDRI         43'20.221
6) Colin EDWARDS           43'21.435
7) Chris VERMEULEN      43'25.704
8) Nicky HAYDEN             43'25.845
9) Alex BARROS               43'28.749
10) Shinya NAKANO        43'31.244
11) Alex HOFMANN           43'37.817
12) Olivier JACQUE         43'45.736
13) Kenny ROBERTS JR  43'45.765
14) Toni ELIAS                 43'45.777
15) Sylvain GUINTOLI     43'54.427
16) Makoto TAMADA      44'00.641
 
Non classificati:
 
Andrew PITT          30'31.099
Carlos CHECA       15'53.958
Randy DE PUNIET 13'56.908
Loris CAPIROSSI   11'53.279
 
 
Classifica generale:
 
STONER Casey        25
ROSSI Valentino      20
PEDROSA Dani       16
HOPKINS John        13
MELANDRI Marco    11
EDWARDS Colin      10
VERMEULEN Chris    9
HAYDEN Nicky         8
BARROS Alex          7
NAKANO Shinya      6
HOFMANN Alex        5
JACQUE Olivier       4 
ROBERTS JR Kenny 3 
ELIAS Toni              2 
GUINTOLI Sylvain    1 

 
PENSIERI VELOCI, DI MAX TEMPORALI – Detto sinceramente? Sono contento di come è andata. Perché sono sportivo, più che tifoso. Perché è la prima gara, e non la fine del campionato, dove avrei sicuramente sbandierato per la vittoria tricolore. Quindi, grande Stoner. 21 anni, una supermoto sotto al sedere (quasi vergognoso il confronto coi colossi giapponesi…), ma soprattutto, una freddezza micidiale. Non so se mi spiego, ma dietro di lui, c’era lo squalo bianco-Rossi, veloce predatore e “incazzato nero”. Perché ti girano le scatole quando dai l’anima dove c’è da guidare e poi perdi il treno sul dritto. Ma Stoner credo sia davvero un piccolo fenomeno. Probabilmente senza costanza, ma con un cuore così. Mi ricorda Kevin Shwantz, un altro pilota amato non certo per gli innumerevoli titoli mondiali vinti, ma per il suo modo di essere in pista.
 
Anche Capirossi le ha prese su dal lentigginoso australiano. Non mi scandalizzo di questo, Loris non deve dimostrare nulla a nessuno e vedrete, che nell’arco di una stagione, sarà sempre il vecchietto che fa la differenza. A meno che sente già che questo sarà il suo ultimo mondiale…
 
E Stoner sul podio? Nonostante stesse celebrando la sua prima vittoria, conquistata coi denti per altro, dimostrando lucidità e bravura negli ultimi tre giri, non aveva nemmeno una lacrima sul volto. Freddo, determinato, spensierato. Ti dà l’idea di uno che ha svolto il suo compito come al solito. Quasi disonorato per aver avuto la moto più veloce in pista. Ma oggi aveva voglia di esagerare e ha vinto. Domani, magari, tornerà a cadere per “eccesso di adrenalina”.
 
Questa è la grande differenza di carattere con Pedrosa, che invece ha un obiettivo impostato nella sua mente. Come i robot. Se vi piace Valentino, amerete anche Casey, perché sono uguali. Uno più casinista, l’altro più riservato, ma l’atteggiamento, l’approccio alla corsa, lo vedo simile. Vedremo anche se avrà le stesse doti, ma non ci conto: Rossi non si clona facilmente. E adesso è ancora più arrabbiato!
 
E’ pazzesco invece il rilevamento delle velocità di punta delle motoGP: 316 km/h orari quella più alta raggiunta in gara, per altro da Alex Barros, con un’altra Ducati. La Yamaha difficilmente toccava i 300… La battuta di Valentino a fine gara, “Ma siamo sicuri che queste Ducati sono 800..?!?”, in effetti fa riflettere. Più che altro perché c’è talmente tanta differenza tra le moto, anche in accelerazione, che ti chiedi:
-         dove sta la chiave di Volta del Desmosedici?
-         l’aerodinamica ridotta di Honda e Yamaha fa davvero bene alle prestazioni?
 
Continuo a sostenere che Melandri non è il pilota che fa la differenza. E’ un tipo come Hayden, che dà sempre il massimo, ha una volontà di ferro, ma gli manca la “zona rossa” nella testa. E quando in pista ci sono “i cattivi”, che non guardano cosa guidano, ma girano il gas e basta, è “mooolto” più dura. Per il titolo mondiale mi sa che Marco (che la reputo una persona carinissima, forse il più disponibile del paddock e per questo mi spiace andare giù duro con le sentenze) dovrà attendere il momento propizio, come fecero Alex Criville, Kenny Roberts junior e lo stesso Hayden. Ma, vi giuro, che spero di sbagliarmi.

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