Come la maggior parte dei circuiti europei, quello francese è un’icona storica, aperto nel 1966 e modificato l’ultima volta proprio lo scorso anno, che lo ha reso un circuito più “normale” e meno da “pelo”. Dopo l’incidente di Alberto Puig al curvone nel 1995, il motomondiale non ha più corso fino al 2000, quando il tracciato è stato modificato secondo la logica di renderlo maggiormente sicuro. Rispetto alla versione intera, di 13,6 km, si corre sulla versione “corta”, senza lunghi rettilinei. La sua caratteristica principale è comunque rappresentata dal famoso curvone subito dopo il rettilineo dei box, dove, a moto piegata, a 250 all’ora, ci si attacca ai freni per impostare la prima chicane. L’anno scorso, Casey Stoner (Honda) segnò la velocità più alta, vicina ai 300 orari, mentre il record sul giro è di Valenino Rossi, in 1’35”087. Il podio 2006 vide Melandri (Honda) vincere davanti a Loris Capiroossi (Ducati) e a Dani Pedrosa (Honda), con distacchi inferiori ai tre secondi. Quest’anno le MotoGP percorreranno 23 giri, pari a 120,635 km.
Nel 2006, in 250 e in 125 vinsero rispettivamente Y. Takahashi (Honda) e T. Luthi (Honda).
www.lemans.orgLeggi i pensieri veloci di Max Temporali relativi a questo Gran Premio
Classifica finale:
1 Chris Vermeulen 50'58.713
2 Marco Melandri 51'11.312
3 Casey Stoner 51'26.060
4 Dani Pedrosa 51'36.041
5 Alex Hofmann 51'47.879
6 Valentino Rossi 51'52.276
7 Jhon Hopkins 51'59.786
8 Loris Capirossi 52'19.954
9 Makoto tamada 51'34.842
10 Sylvain Guintoli 51'40.165
11 Fonsi Nieto 51'50.572
12 Colin edwards 51'06.769
E che magari prenda morale da Chris Vermeulen: un pilota (di serie B, come tanti dicono, per via della sua formazione in Superbike…) costretto spesso a mandare giù amaro, ma finalmente ripagato da un bel colpaccio, qui in Francia.
Lui e Marco Melandri hanno fatto la differenza. Girare due secondi e mezzo più veloci degli avversari significa, oltre che essere in forma smagliante, avere anche una moto perfettamente assettata.
Tutti gli altri, dal terzo posto in giù, arrivati nettamente più staccati dai primi due, li metto però nelle stesse condizioni. Non credo proprio quindi che Valentino Rossi avesse più problemi di Hayden o Pedrosa o Stoner. Sul bagnato i problemi li hanno tutti. E sono tanti.
Mi chiedo se una volta a Valentino girava sempre tutto perfettamente. Possibile che non gli accadesse mai di avere un assetto sbagliato o una gomma troppo dura? In sette anni di titoli mondiali? Forse era semplicemente in grado di fare la differenza, con rischi e motivazioni in più. Tutto qui, e non ci trovo nulla di strano, anzi.
Questa società mediatica vuole a tutti i costi tenere protetto il Dottore dall’invecchiamento e dall’involuzione naturale a cui è costretto uno sportivo, ma la difesa è oggi sempre più difficile da prendere.
Quindi, diamo pure spazio, senza paura di pentirci, a strilli di entusiasmo in TV o sui giornali, tipo, “Stoner è il nuovo re”, perché così è lo sport. La magia del campione ha una durata: poi passa di mano.
Concludo con una mia opinione sulla vicenda della 250. Non vedo onestamente alcuna notizia nella “toccata” tra Lorenzo e Dovizioso, ma provo a dare una mia spiegazione sulle cause. Lorenzo è uscito troppo forte in quella curva a destra, e per di più in traiettoria sbagliata, troppo esterna. E’ stato costretto a rallentare o a correggere in fase di uscita (chiudendo il gas o parzializzandolo) per non andare oltre il cordolo. La moto, con meno inerzia, meno slancio, ha chiuso verso l’interno della curva. Ecco perché Dovizioso si è ritrovato a superare Lorenzo pur percorrendo una traiettoria teoricamente più lenta (quella più interna) che si è incrociata con quella dello spagnolo.
>Torna all'inizio

























