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GRAN PREMIO DI TURCHIA 2007

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GP TURCHIA, ISTANBUL (22 aprile):
Si tratta del circuito più nuovo dell’intero calendario mondiale, aperto solo due anni fa, e forse già dal 2008 non si correrà più, viste le difficoltà di gestione organizzativo-economica da parte dei Team. A detta dei piloti, come la maggior parte dei tracciati moderni, non enfatizza le doti di chi è in grado di fare la differenza e di chi ha “pelo sullo stomaco”. La sua estrema larghezza consente però diverse interpretazioni nella linea da seguire in curva, offrendo maggiori possibilità di sorpasso. L’anno scorso vinse Marco Melandri, in volata con Casey Stoner e, più staccato, a chiudere il podio, l’americano Nicky Hayden. Sempre nel 2006 sono stati registrati due record: la velocità massima, di Dani Pedrosa (Honda), con 312,5 km/h, e il giro veloce, di un’altra Honda, quella di Toni Elias, col tempo di 1’52”877. La MotoGP di quest’anno percorrerà 22 giri, pari a 117,460 km.
Nel 2006, in 250 e in 125 vinsero rispettivamente H. Aoyama (KTM) e H. Faubel (Aprilia).
www.formula1-istanbul.com

Leggi il resoconto di questo Gran Premio
 

Ordine di arrivo:
 
1 Casey STONER AUS Ducati Marlboro Team
2 Toni ELIAS SPA Honda Gresini
3 Loris CAPIROSSI ITA Ducati Marlboro Team
4 Alex BARROS BRA Pramac d'Antin
5 Marco MELANDRI ITA Honda Gresini
6 John HOPKINS USA Rizla Suzuki MotoGP
7 Nicky HAYDEN USA Repsol Honda Team
8 Randy DE PUNIET FRA Kawasaki Racing Team
9 DUCATI Alex HOFMANN GER Pramac d'Antin
10 YAMAHA Valentino ROSSI ITA Fiat Yamaha Team
11 Chris VERMEULEN AUS Rizla Suzuki MotoGP
12 Carlos CHECA SPA Honda LCR
13 Shinya NAKANO JPN Konica Minolta Honda
14 Makoto TAMADA JPN Dunlop Yamaha Tech 3
15 Sylvain GUINTOLI FRA Dunlop Yamaha Tech 3
16 Kenny ROBERTS JR USA Team Roberts
Not finished first lap
17 KAWASAKI Olivier JACQUE FRA Kawasaki Racing Team
18 HONDA Dani PEDROSA SPA Repsol Honda Team
19 YAMAHA Colin EDWARDS USA Fiat Yamaha Team
 
A Istanbul Park è la giornata delle Bridgestone che piazza otto moto tra i primi dieci. A vincere è per la seconda volta l'australiano Casey Stoner (Ducati Marlboro) che si piazza davanti a tutti dopo una gara praticamente in solitaria e si conferma pretendente al trono della MotoGP.

Secondo sul podio è lo scatenato spagnolo Toni Elias (Honda Gresini) che precede il terzo posto del ritrovato Loris Capirossi (Ducati Marlboro).
Quarto un eccezionale Alex Barros (Pramac d'Antin) che prova anche a infastidire Capirossi per il terzo posto, ma si deve alla fine accontentare di quello che è un indiscutibile successo per il team Pramac d'Antin.

Quinto inaspettato Marco Melandri (Honda Gresini) che risale alla grande dalle retrovie e precede John Hopkins (Rizla Suzuki) e l’ormai desaparecidos del podio, Nicky Hayden (Repsol Honda). Ottavo è Randy de Puniet (Kawasaki Racing) che precede Alex Hofmann (Pramac d'Antin) e solo decimo, Valentino Rossi (Fiat Yamaha) che deve fare i conti con una moto ingovernabile da quello che sembra essere stato un problema di pneumatici.
Una sorta di Deja vu, per il campione di Tavullia che lo scorso anno ebbe un problema analogo.

Gara che inizia subito male per Rossi, che sbaglia una traiettoria ed è costretto ad allargare fuori pista, con il sospetto che anche questo “svarione” sia dovuto ad un problema di gomme. Rossi evita però la carambola di inizio gara, con Olivier Jacque (Kawasaki Racing) che tenta un impossibile entrata all'interno e porta con se al suolo gli incolpevoli Dani Pedrosa (Repsol Honda), Colin Edwards (Fiat Yamaha) e Chris Vermeulen (Rizla Suzuki), che però riesce a tornare in pista.

Polemica a fine gara tra Rossi ed Elias, per il comportamento oltremodo aggressivo e fuori dalle righe dello spagnolo, che non risparmia mai le sportellate gratuite all’italiano. Soprattutto ricordando i precedenti dello scorso anno dove Valentino venne “centrato e abbattuto” da Tony.

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